Un kit “zero waste” senza spendere un euro

2018-11-27T11:02:16+00:00novembre 23, 2018 |

Qualche tempo fa ho pubblicato su Instagram un post a proposito dei kit zero waste, ovvero tutti quegli oggetti che ci portiamo dietro per evitare gli usa e getta quando usciamo dal nostro “nido” e ci confrontiamo con il resto del mondo. Ne avevo abbastanza di tutti i post che leggevo su cosa fosse indispensabile avere nel kit zero waste e dove poterlo acquistare: per noi, “zero waste” è anche sinonimo di “zero spreco di soldi”. Da quel post nasce l’idea di questo articolo: vi presento un kit zero waste che, con un minimo di impegno, non vi costerà nemmeno un euro.

  

Sostituire gli usa e getta…quanto costa?

Quando abbiamo iniziato a cambiare il nostro stile di vita eravamo in un periodo di grandi spese: il trasloco internazionale, l’affitto di una nuova casa, l’uso della macchina, l’asilo privato…tutto con uno stipendio solo. Navigavo sui social networks, visitavo profili di zerowasters internazionali e vedevo costose borracce, posate in bambù, costosi portavivande (“lunch box”) in metallo dai prezzi inaccessibili, tazze riutilizzabili che non erano alla nostra portata.

Ricordo che mi ero sentita moltro frustrata. Dopo qualche mese, mi sono accorta che non ero affatto sola: mi sono imbattuta in vari post su Facebook a proposito degli acquisti da fare per creare il proprio kit zero waste. Ho guardato la mia borsa con il “mio” kit e ho realizzato che, a parte la borraccia, non avevo speso un euro per crearlo.

E allora, per tutti quelli che pensano che creare un kit zero waste costi molti soldi, ecco qui come creare un proprio kit senza spendere un euro.

Per procurarvi ogni oggetto di questa lista valgono i seguenti suggerimenti: cercate prima in casa vostra, chiedete poi ad amici o parenti, ma anche ad alcuni negozi di artigiani (sarti e tappezzieri, per esempio). L’ultima risorsa può essere l’acquisto in un negozio dell’usato.

Sacchetti per la spesa

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Al posto dei sacchetti usa e getta, potete usare dei sacchetti in stoffa per comprare frutta, verdura e per i vostri acquisti sfusi (legumi, riso, ecc).

Cucirli a mano è abbastanza semplice e potete farli in casa a partire da scampoli di stoffa, vecchie lenzuola, federe o magliette in cotone (che se non avete potete chiedere ad amici o parenti). Se avete la stoffa ma nessuna voglia di cucire, potete chiederlo come favore: se c’è qualcuno con la macchina da cucire ci vorranno pochi minuti. Potete chiuderli con dei laccetti, degli elastici oppure dei cordini (tutto di recupero, possibilmente!).

Una volta sporchi, potete metterli a lavare con il resto della biancheria.

Bottiglia per l’acqua o le bevande

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Al posto della nuovissima borraccia di design (bella, eh, ma sicuramente costosa) potete riusare, dopo averla lavata bene, una bottiglia in vetro di una bevanda (latte, acqua, succo di frutta) o dell’olio, una bottiglia di salsa di pomodoro, o un barattolo.

Se avete paura che il vetro si possa rompere, potete rivestire la vostra bottiglia con un calzino o cucire da voi un sacchetto della giusta dimensione, possibilmente con un tessuto di recupero che sia abbastanza elastico (una vecchia maglietta, per esempio).

Tovaglioli e fazzoletti

Per i tovaglioli e i fazzoletti vale lo stesso discorso dei sacchetti: in caso nessuno dei vostri amici o parenti ne abbia in più, potete farveli (o farli fare) in casa, a partire da scampoli di stoffa in cotone leggero.

Se proprio non trovate nè fazzoletti nè stoffa, chiedete a qualche sarta nel vostro quartiere se ha degli scampoli da regalarvi. Come ultima risorsa, potete provare a un mercatino dell’usato.

Tazza riutilizzabile

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Non sono mai stata una grande fan del caffè o cappuccino “a portar via”: mia nonna diceva sempre che il caffè si beve seduti. Viaggiando in aereo o in treno, però, mi sono accorta che se volevo evitare i bicchieri usa e getta per le bevande servite a bordo, potevo organizzarmi con una tazza riutilizzabile. Sono stata tentata dal comprarne una nuova, ma poi ho trovato delle soluzioni più ecosostenibili: mi sono imbattuta in un post su Instagram di Anita Vadyke (autrice del libro “A Zero Waste Life“), che mostrava come creare una tazza riutilizzabile in casa, procurandosi:

  • degli elastici (io ho recuperato quelli con cui il contadino che ci porta la verdura avvolge i friarielli)
  • un barattolo in vetro di medie dimensioni (io ho usato quello della marmellata, particolarmente resistente)

Basta poi avvolgere il barattolo con gli elastici (magari alternando i colori), che serviranno a proteggere la vostra tazza riutilizzabile!

Utilizziamo le tazze riutilizzabili (ne abbiamo una piccola comprata usata e una fai-da-te) non solo per le bevande durante i viaggi, ma anche come contenitore per eventuali avanzi se mangiamo fuori casa o per acquisti sfusi (per esempio per datteri, olive, ecc).

Posate

Di solito, le posate in casa abbondano. Invece di comprarne di nuove, utilizziamo semplicemente forchette, cucchiai, coltelli e cucchiaini che abbiamo già: li mettiamo in un sacchetto o avvolti in un tovagliolo ed è fatta. Se viaggiamo in aereo, non portiamo coltelli nel bagaglio a mano.

Contenitore per il cibo (lunch box)

Se non avete in casa vecchi contenitori per il cibo o portapranzi, potete utilizzare dei barattoli di vetro bassi e larghi. Chiedete comunque a parenti e amici: spesso le dispense sono piene di vecchi portapranzi o contenitori che rimangono inutilizzati (magari vecchie scatole di biscotti o cioccolata).

Nei negozi dell’usato se ne trovano di vari tipi, anche in metallo, che potete adattare a portapranzo: alcuni dei nostri erano vecchi barattoli per zucchero e caffè, acquistati in un negozio dell’usato per un euro l’uno.

Per favore, non lasciate che il mercato crei in voi nuovi bisogni

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